∴ Stolen time ∴
Current reading: Sun Tzu's "L'arte della Guera"
Last song: Madonna's "Isaac"
Thinking: reality is more incredible than dream
Doing: watching time flow away like ashes through my fingers
Feeling: higher than hope
Quote: «Will I ever be the same?»
Astronomical Units: Moon ~ Wrestle with your darkness
Sapete quel'è il bello della mia routine?
Lo scheletro di cartilagine.
Sì, ci sono ancora, ogni tanto faccio capolino per dimostrarvi che sono ancora viva, e per constatare che tra un po' sarebbe bene rifare la grafica. Ho già qualcosa in mente, e credo che ne rimarrete sorpresi. Spero piacevolmente, perché non credo che per tutti sarà così.
Come lo scheletro della mia routine: sullo stesso si snodano cose diverse, ma anche quello, nel tempo, cambia. Si evolve, diventa più elastico.
Discorso filosofico pressoché inutile finché non vado a spiegarvelo: la mia vita è sempre la stessa, ma c'è sempre qualcosa di diverso, di nuovo ogni giorno, qualcosa da vivere e da cui apprendere; e, in più, se prima uscivo di sera al pub con Andrea e Vincenzo, e ancora prima uscivo solo occasionalmente, adesso mi muovo allegramente tra le serate al pub con tutta la comunità di Jujutsu, pomeriggi in Ancona con Alessandro e Costanza, pomeriggi a Marzocca (programmato per la prossima settimana, si spera) e serate a giocare da tavolo con Andrea, Giorgia (la sua ragazza) e i loro amici.
Ma cosa ci trovano i venticinquenni in una sedicenne con troppo peso sulle spalle?
Contenti loro..
Un po' di meno io perché, risaputo che io e Andrea ci stiamo lentamente amalgamando a vicenda in una cosa sola, mi sto comportando in una maniera del tutto anomala, e la cosa mi spaventa leggermente. I bambini dovrebbero essere sempre contenti quando si avvicina il loro compleanno, perché è un giorno gioioso, bello, il festeggiamento della crescita inesorabile, il tributo al tempo che passa.
E invece io guardo il calendario e mi rendo conto che mancano meno di cinque settimane al fatidico undici Marzo. Io, che passa davanti a Giove nella foto di Febbraio, non mi sorride.
Tempo che passa. Crescita inesorabile.
Il mio diciassettesimo anno, quello che si sta per concludere, è stato il più bello e ricco ed intenso della mia vita, una stagione di cambiamenti, di decisioni, di riflessioni, di comprensioni, di emozioni, nuove amicizie e nuove abitudini. Ci sono dentro fino ai capelli.
Questo per me è avere sedici anni.
E, forse per questo, forse per la paura che è residua in me, non voglio che il mio compleanno arrivi.
E' stupido, lo so, ma confesso che mi piacerebbe restare in questo bel limbo per l'eternità.
Siete autorizzati a prendermi per psicopatica perché con ogni probabilità è così, una che si fa i complessi perché sente la vecchiaia a diciassette anni non è normale. Io conto sempre che qualcuno mi faccia cambiare idea, ma, sebbene per come mi sento in questo momento potrei avere anche ventun anni, ho sempre percepito molto il tempo, non certamente come un normale individuo della mia età.
Non fate come me.
Novità? Oh be' sì, l'idiota di Quartucci ancora rompe il cazzo (dal lessico usato si intuisce quanto io sia bendisposta dalla cosa), non si sa perché ma da un mesetto è tornato alla carica, e prima ha insultato Andrea (ma ne ha anche subito le conseguenza) e adesso viene a fare Jujutsu anche in Questura, dov'è il corso di Marco e dove quindi siamo io, Andrea e Vincenzo, per l'ovvio motivo che ci sta provando; e guarda male, durante l'allenamento, quando io siedo vicino ad Andrea e con Andrea mi alleno perché è il mio mentore ed io gli voglio un bene a dir poco viscerale. Per questo movito, Quartucci è convintissimo che io e Andrea siamo fidanzati (sé..), ma ce ne importa molto e glielo lasciamo liberamente credere così si contiene. Inoltre, Tucci o Quartino (come ama chiamarlo Andrea) ha rotto i coglioni a tutot il corso già dopo la seconda volta che si è presentato, e per rompere i coglioni ad uno amichevole, simpatico e gioviale com'è Roberto (un fenomeno) ce ne vuole di magone.
Vorrei poter riversare il resto della mia anima in questo form ma purtroppo tra circa meno venti minuti (perché doveva essere venti minuti fa) arriva qualche milione di gente dentro casa nostra, com'è solito quando mio padre fa il pesce, ed io mi ritrovo in mezzo a ventimila amici di cui non avevo neanche mai sentito parlare; con i quali, però, mi alleno a mettere in pratica i miei aneddoti di psicologia che mi sono stati trasmessi dal mio Mentore, il mio Maestro, Andrea Gamberi all'anagrafe.
Il problema è che io sono ancora in pigiama da stamattina, con un abbiocchetto appoggiato alle spalle che mi coccola di tanto in tanto e con l'inguine che sa di olio extravergine di oliva (metodi infelici di mia madre per mandare via la cera dopo la ceretta -_-).
Magari adesso mi faccio una doccia, mi trucco leggermente per far finta di essere presentabile e mi vesto per lo stesso fine.
Alla prossima, speriamo che sia presto.
∴ Crosses ∴
Current reading: Sun Tzu's "L'arte della Guera"
Last song: Imogen Heap's "Hide & Seek"
Thinking: how can you care so much of me?
Doing: discovering and understanding
Feeling: extremely lucky
Quote: «Remeber to believe in you»
Astronomical Units: Moon ~ Hide and seek
Non sono morta eh, tenetelo a mente.
Eh sì, brutta notizia per coloro che mi davano per morta: sono viva °O°
Il problema che il tempo per mettermi qui a raccontarvi allegramente cosa faccio tutto il giorno miei non esiste òO Non sto scherzando, non ho proprio tempo di appoggiare il sedere alla sedia del computer che qualcosa mi fa allontanare, e possiamo a grandi linee catalogare tutte le varie cause in tre gruppi principali: scuola, e vabbé ha sempre rotto le palle, soprattutto alla fine del quadrimestre; palestra, che ormai occupa il novante percento dei pomeriggi della mia vita, e a dirla tutta ne vado anche parecchio fiera (tutte le cose connesse ad Andrea, e sono davvero tante, vanno in questa categoria); Eugenia, che ha recentemente scoperto che si può usare Skype, tanto il suo ragazzo non lo vede già tutti i giorni a scuola e tutti i giorni il pomeriggio così lo deve sentire anche a casa -.-
Comunque la mia vita va, va anche molto bene direi, se non fosse per i prof che a scuola stanno davvero esagerando e anche con i voti pensano bene di tenersi bassi, così io devo anche preoccuparmi del fatto che i miei genitori potrebbero pensare che quel voto o voto e mezzo che ho in meno in questo periodo sia dovuto alla palestra.
Palestra che adoro **
E adoro Andrea, ma da morire. E, volete sapere una cosa? Io mai, e dico mai, avrei potuto anche solo concepire, e anche ora ci riesco a stento, che un'altra persona, in questo caso lui, potesse pensare di me esattamente la stessa cosa che io penso di lui.
Ma piano piano sto capendo che può esserci armonia nella vita..
Ah, grandissima precisazione.
A prescindere, ascoltate TUTTI.
Io e Andrea NON stiamo insieme, non abbiamo storie o cazzi vari, non ci interessiamo l'uno all'altra in quella direzione, non ci è mai neanche lontanamente passata per l'anticamera del cervello una roba del genere.
Volevo precisarlo, senza tante code di paglia, perché sto notando che alla gente piace molto pensare male di un amicizia uomo/donna sedicenne/ventisei(sette)enne molto intima e comunicativa. Lo so che è particolare e lo so che inusuale, però a chi pensi male: Andrea ha una ragazza, per la quale io nutro simpatia e rispetto, quindi magari se proprio non volete rispettare me, rispettate lei.
Grazie dell'attenzione ^_^
Be', mi sembrava giusto dirlo perché noto che già, qui dove sto io, girando voci leggermente strane e notevolmente infondate, tra l'altro io ma soprattutto Andrea ci tiene al fatto che la sua ragazza non sia danneggiata o ferita da qualcosa che riguarda questa faccenda perché è priva di fondamento, ed io non voglio ritrovarmi a sentirmi in colpa per aver stretto amicizia con un adulto brillante e benevolo.
Evitiamo problemi e continuamo a rallegrarci per i progressi della vita.
Fine argomento Andrea. Ora, vorrei fare un discorso serio.
†
Questa è per il nonno di Vincenzo, che ha lasciato questo Mondo il 17 Gennaio 2006. Condoglianze, Vincenzo, non mi sono fatta sentire perché non voglio farmi gli affari tuoi, comunque ti sono molto vicina: ti voglio bene, e questo è inevitabile perché sei talmente adorabile che non potrebbe essere altrimenti. Continua a sorridere.
E invece è tanto che non vedo più Cost: allora, Milica, dove ti sei nascosta?
∴ Cappucciett Red ∴
Current reading: Sun Tzu's "L'arte della Guera"
Last song: Depeche Mode's "Dream on"
Thinking: il momento in cui, dopo aver sentito una mano picchiarmi sulla testa, mi sono girata. Pare che le stelle in mezzo al freddo sembrino più belle.. Dove prima non c'era nulla, in mezzo alla fredda foschia, Andrea era meraviglioso.
Doing: smiling
Feeling: happy
Quote: «Art challenges time; War challenges Death»
Astronomical Units: Earth ~ Si vis pacem para be
Tant ma tant temp ago, ce stava 'na little Cappucciett Red. One mattin her mamma dissed: "Dear Cappucciett, take this cest to the nonn but warning to the lup that is very ma very kattiv! And torn prest! Good luck! And in boc at the lup!". Cappucciett didn't capl very well this ultim thing but went away, da sol, with the cest. Cammining cammining, in the cuor of the forest, at a cert punt she incontered the lup, who dissed: "Hi! Piccula piezz'e girl! 'Ndove do you go?". "To the nonn with this little cest, which is little but it is full of a sacc of chocolate and biscots and panetons and more, more, more and mirtills" she dissed. "Ah, mannagg 'a maruschella (maybe an expression com: what a cul that I had)" dissed the lup, with a fium of saliv out of the bocc. And so the lup dissed: "Beh,now I dev andar because the telephonin is squilling, sorry." And the lup went away, but not very away, but to the nonn's house. Cappucciett Red, who was very ma very lent, lent un casin, continued for her sentier in the forest. The lup arrived at the house, suoned the campanel, entered, and, after saluting the nonn, magned her in a boccon. Then, after sputing the dentier, he indossed the ridicol night berret and fikked himself in the let. When Cappucciett Red came to the fint nonn's house, suoned and entered. But when the little and a bit stupid girl saw the nonn (non was the nonn, but the lup, ricord!) dissed: "But nonn, why do you stay in let?". And the nonn-lup: "Oh, I've stort my cavigl doing aerobics!". "Oh, poor nonn!", said Cappucciett (she was more than a bit stupid, I think, wasn't she?). Then she dissed: "But... what big okks do you have? Do you bisogn some collir?". "Oh, no! It's for see you better, my dear stupid little girl" dissed the nonn-lup. Then Cappucciett, who was more dur than a block of marm: "But what big oreks do you have, do you have the orekkions?". And the nonn-lup: "Oh, no! It is to ascolt you better". And Cappucciett (that I think was now really rincoglionited) said: "But what big dents do you have!". And the lup, that at this point wanted to dir: "Cossi ti mai?" (maybe an expression com: to buy to you the little machine, never?) dissed: it is to magn you better! And magned really tutt quant the poor little red girl. But (ta dah!) out of the house a simpatic, curious and innocent cacciator of frodo (maybe a city near there) sented all and dissed: "Accident! A lup! Its pellicc vals a sac of Solds. And so, spinted only for the compassion for the little girl, butted a terrthe kils of volps, fringuells and conigls that he had ammazzed till that moment, imbracced the fucil, entered in the stanz and killed the lup. Then quarced his panz (being attent not to rovin the pellicc) and tired fora the nonn (still viv) and Cappucciett (still Rincoglionited). And so, at the end, the cacciator of frodo vended the pellicc and guadagned(Honestly) a sacc of solds. The nonn magned tutt the leccornies in the cest. Cappucciett red... beh!, let her stay, because she had capit. And so, everybody lived felix and content (maybe not the lup!).
∴ Chrisalys ∴
Current reading: Dale Carnagie's "Come trattare gli altri e farseli amici"
Last song: Deep Forest's "Endangered Species"
Thinking: I am
Doing: soaring
Feeling: free
Quote: «Men are gods in chrisalys»
Astronomical Units: Sun ~ Si vis pacem para bellum
Ogni volta che parlo con Andrea, anche se dovesse capitarmi, all'inizio della conversazione, di versare in lacrime, la fine mi vedrà sorridere ad una persona così bella, fuori e dentro.
Ho parlato con Giordano, così scoprendo che era esattamente come pensavo, ma soprattutto che in lui c'è un amico. E mio padre, ora tranquillo, mi ha perdonato per quello che ho fatto, anche se questo non farà rimarginare la sua ferita.
A quello ci penserà il tempo.
Ora non è rimasto nulla che si frapponga tra me e il mio scopo.
Current reading: Dale Carnagie's "Come trattare gli altri e farseli amici"
Last song: Deep Forest's "Elemental"
Thinking: that was my blood
Doing: holding ashes through my fingers
Feeling: down
Quote: «But no Christ to end this war, to deliver my soul from the sword..»
Astronomical Units: Mars ~ Si vis pacem para bellum
Com'è andato il ritorno a scuola?
C'è il solito buio delle mattine d'inverno, il solito andirivieni di ragazzi per i corridoi, le voci che salutano, i sorrisi dei fidanzati, le cartelle straripe di libri, i computer accesi nell'aula di informatica, le solite facce che si salutano e parlano tra di loro.
Nulla è cambiato, tutto è esattamente come prima.
O quasi.
Già, perché, esattamente come me, ad ognuna di quelle persone è capitato qualcosa, durante le vacanze, qualcosa che le ha cambiate, che le ha colpite, che le ha arricchite e che le ha accompagnate nei giorni che passano.
Che siano anche particolari non sensibili, quelle cose ci sono state.
Poi, c'è chi a scuola è circondato da amici, e c'è chi è circondato da nemici; c'è chi, addirittura, a scuola incontra l'amore di questi suoi giorni, e c'è una ragazza per la quale, udite udite, questo ragazzo della classe accanto è il figlio della professoressa di italiano e latino.
Tanto per curiosità, questa ragazza è mia sorella.
Ed io? Che ne è di me?
Sono al solito nascosta dietro una maschera ad osservare il mondo esterno che si muove intorno a me. Da quando non torno a scuola, me ne sono accadute davvero tante, e sono una di quelel persone che più di tutte sono uscite diverse da queste vacanze: le mie passioni si stanno lentamente dispiegando davanti a me, rivelando curiosità e nuove passioni; faccio Shaolin, Jujutsu, Iaido, e tra breve inizierò anche Ninjutsu.
Nel giro di una settimana, sono stata due volte a San Marino, la prima per comprare Polemos, la mia Katana, eppure quella è stata una giornata nevrotica e negativa, la seconda per comprarne il supporto, supporto che un giorno sarà completato con un Ninjato e un Wakizashi.
Due settimane hanno visto la mia personale biblioteca allungarsi e riempirsi di nuovi libri, sette per l'esattezza, e a differenza del passato sta tendendo molto di più alla saggistica, piuttosot che alla narrativa.
E sebbene io fossi già di mio affezionata alla cultura, c'è un uomo che mi ha fatto apprezzare il creato, e soprattutto le persone, molto più di quanto non facessi prima, ed ha messo in primo piano una passione che già avevo: la psicologia. Questo stesso uomo ha modificato la mia maschera, sensibilmente anche se di poco, ed ora a scuola chi mi guarda non vede più lo stesso viso di cera bianca che sfilava meno di un mese fa. Adesso, al suo posto, la mia maschera sorride.
Sorrido.
Perché un sorriso è gratuito ma suscita positività in chi lo vede. Perché è rassicurante e, inoltre, è un raggio della luce del sole, anche quando il sole non si vede.
Gli uomini sono degli dei in crisalide.
Anche se ripenso sempre a quello che era successo con Giordano, e mi ferisce a morte l'idea che lui non mi conoscesse e che abbia voluto approfittare di me, lasciando poi cadere il tutto quando da me non aveva avuto niente e cominciando ad ignorarmi, e così prima essersi preso gioco dei miei sentimenti e poi accoltellando questi sentimenti senza un briciolo di attenzione.
Anche se Andrea mi ha fatto lentamente capire che, in effetti, una parte della colpa in questa storia è mia, perché non ho dato molto da apprezzare a Giordano, e lui non avrebbe potuto sforzarsi di conoscermi se io stessa sono nascosta e non mi mostro. Che sono nascosta, e non mi mostro, un'altra cosa che mi ha fatto capire: che dovrei uscire allo scoperto perché sono marmo smussato, e anche se questa è la sintesi di discorsi che sono durati giorni e giorni, di lacrime che faticavo a trattenere e di abbracci calorosi che mi cullavano nella dolcezza, io sono terrorizzata e non so assolutamente cosa fare.
E anche se, oggi, per voler togliere con spavalderia il coltello a mio padre, gliel'ho sfilato in fretta dalla mano e l'ho tagliato al mignolo, e per questo vorrei essermi tagliata io, dieci, cento volte, perché quello che gli ho visto uscire dal dito era il mio sangue, e l'astio per una mia colpa che ancora non si è diluito nel bene che mi vuole.
Anche se tutto questo, prima, mi ha chiuso in bagno a piangere, adesso so che devo sorridere: è l'unico modo vero che ho per trasmettere calore agli altri, tutti coloro che mi vedono, che siano miei conoscenti o meno, e a me stessa che in questo momento avrebbe tanto bisogno di fermarsi a riflettere, parlare con le persone giuste per calmare la sua coscenza e le sue preoccupazioni, per prendere in mano la verità e farne parte di sé stessa, come ho sempre sostenuto: il nostro destino sta nelle nostre mani.
Ma adesso so che non tutti siamo in grado di non lasciarcelo scivolare via tra le dita.
E so anche che questo è vero: si vis pacem, para bellum.
Se vuoi la pace, prepara la guerra.
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